Natale: come mangiare l’albero vero natalizio

Natale: come mangiare l’albero vero natalizio

Alberi di Natale e ricette prelibate i due elementi finora non hanno avuto mai un collegamento specifico e diretto; ma in ambito di novità originali, già da qualche tempo si sente parlare della possibilità dopo le feste natalizie, di non buttare l’albero di Natale vero, ma di cucinarlo.

Abeti e Pini nel piatto

Praticamente si parla di Abeti e Pini che finite le feste natalizie e avendo chiuso con il loro compito di fare da supporto a luci e addobbi, possono finire tranquillamente in pentola. L’idea pare davvero assurda ma ormai non dobbiamo più meravigliarci di nulla; innovazione, progresso, e creatività vanno a braccetto da decenni.

Ricette incredibili

Molti in questo momento stanno pensando che è un’idea folle; assolutamente irrealizzabile, invece pare che non sia così a detta di esperti di cucina, sembra che con gli Abeti e i Pini natalizi si possono realizzare tante ricette gustose e senza dubbio fuori dal comune.

Ricette fuori dal comune

L’idea bislacca ma tutto sommato gustosa è da attribuire a Julia Georgallis,  una figura femminile dalle molteplici competenze, che su questo argomento ha scritto un libro intitolato: “Come mangiare il tuo albero di Natale”, questo succedeva già qualche tempo fa; e in Inghilterra il libro è andato veramente a ruba.

Vegano e vegetariano: il modo sano di mangiare

Questa geniale cuoca-scrittrice ha elaborato alcune ricette vegane e vegetariane e attraverso vari esperimenti ha messo a punto un ricettario basato sull’utilizzo dei rami di pino e di abete e dei frutti che essi producono; creando delle interessanti variazioni per le marmellate, i dolci, il tè e persino per varie pietanze salate cotte al forno.

Pietanze al profumo di Pino

Di fatto dobbiamo anche sottolineare che per quanto moltissime persone siano sorprese dalla novità che gli alberi di Natale possono essere mangiati; ovvero siano commestibili, lo stupore probabilmente è dovuto al fatto che  non sono molto informate sugli escursus culinari di molti chef stellati, che già da tantissimo tempo utilizzano aghi di pino, pinoli, e ginepro per aromatizzare e enfatizzare il gusto di molte pietanze. Quindi l’idea della scrittrice anglosassone è nuova fino a un certo.

Vendere bene un ricettario: ecco come

Diciamo che la nuova linea di pensiero sull’albero natalizio commestibile è stata pubblicizzata, divulgata in maniera più eclatante; per quanto la sua idea fosse nata semplicemente da una coscienza ambientalista che sentiva “fastidio”, (come la stessa autrice ha dichiarato) nel vedere gli alberi abbandonati nelle discariche dopo le feste.

Salvare gli alberi mangiandoli?

E a pensarci bene anche utilizzare gli alberi dopo le feste natalizie non ha sicuramente un impatto positivo sui problemi ambientali; perché gli alberi vengono ugualmente tagliati; la cuoca-scrittrice  inglese sostiene che perlomeno non fanno una fine ingloriosa se finiscono sulla nostra tavola.

Ricette rivisitate

Il concetto è ammirevole e non fa una piega,  ma diciamo che per quanto gli intenti siano nobili c’è sempre un risvolto finalizzato ad auto pubblicizzarsi; per incrementare la vendita di un libro di ricette rivisitate. E che tutto sommato forse andavano bene anche prima. Ma si sa che le novità fanno sempre rumore e attirano l’attenzione. In ogni caso la Georgallis molto professionalmente segnala anche che non tutti gli alberi sono commestibili, come ad esempio: i cipressi e i cedri.

Tisane, risotti e dolci

Per citare qualche ricetta da realizzare con gli aghi di pino ad esempio possiamo preparare una buona tisana ricca di vitamina C e rinfrescante, gli aghi di pino hanno anche proprietà decongestionanti; la tisana si prepara come un comunissimo thé utilizzando però gli aghi di pino. Per il risotto l’esecuzione è molto semplice e anche più leggera dei classici risotti mantecati. Il riso va fatto tostare su un fondo di scalogno, poi fatto cuocere con brodo vegetale e alla fine vanno aggiunti il parmigiano, il succo di limone, gli aghi di pino e qualche noce di burro. Un risotto non convenzionale che ci può far conoscere un nuovo sapore e un nuovo tipo di pietanza che associa il profumo nel bosco alle proprietà non solo organolettiche degli ingredienti, ma anche i benefici dati dalle proprietà erboristiche calmanti, analgesiche, ed emollienti del pino.

 

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