Curiosità su Roma

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Le 5 curiosità sulla Capitale

Molti di noi saranno già stati a Roma, magari qualcuno ci vive anche ma ecco 5 curiosità su Roma. Sono molte le caratteristiche che distinguono la nostra capitale dalle altre in tutto il mondo. Certamente i monumenti sono un pezzo di storia che pochi possono vantare. Oltre 2000 anni di testimonianze sparse in giro per le vie di Roma, semplicemente unica.

Roma resta aggrappata alle sue radici. Molte città anche a causa della guerra sono state distrutte e ricostruite, purtroppo o per fortuna non è toccato alla città eterna. Non ci permetteremmo mai di augurarne la distruzione sia chiaro, ma spesso si riconoscono pregi ad altre capitali, che Roma non può permettersi.

Ad esempio, piste ciclabili ed opere moderne, che purtroppo non si sposano con l’originale struttura della città. Questo la rende effettivamente “schiava” della sua bellezza. Non poter intervenire su strade, piazze, monumenti è ovviamente un potenziale limite, ma è anche ciò che veramente rende Roma una città inconiabile.

Andiamo a scoprire quali sono le 5 curiosità su Roma che bisogna assolutamente conoscere

La numero 1 è “er simbolo de Roma”… no, non il Colosseo, ma i suoi Sampietrini (o Sanpietrini, o Selci). Queste pietre che ricoprono molte strade della capitale, sono realizzate con dei blocchi di Selce. Questa pietra si trova nei pressi del Viterbese, a poco da Roma. Infatti sono proprio i Colli Albani e le loro zone vulcaniche a regalarci questo materiale. Il nome, deriva invece dal primo posto in cui furono utilizzati, Piazza San Pietro per l’appunto.

La prossima, cioè la 2 è invece una curiosità che riguarda il Colosseo. Il nome di una delle 7 meraviglie del mondo moderno, deriverebbe infatti da più di una legenda. La prima è che Colosseo (in origine anfiteatro Flavio) derivi da “Collis Isei”, un tempio che sorgeva sul Colle Oppio. La seconda è in antichità fosse un tempio pagano, dove si adorava il demonio. Il nome infatti, deriverebbe dalla domanda che i sacerdoti ponevano agli osservanti: “Colis Eum?” (“Adori Lui?” riferendosi al demonio).

Con la numero 3, ci spostiamo invece verso Testaccio. Il Monte testaccio, deriva dal latino “testa” o anche “Coccio”. Semplicemente questo nome deriva dalla reale funzione che la zona aveva ai tempi della Roma Imperiale, una discarica di cocci (anfore). Questo monte infatti, è formato proprio da un enorme ammasso di scarti di anfore. Questi cocci, che si stima essere più di 25 milioni di anfore frammentate, ricoprono un area enorme. Il Monte ha un area di 700 metri di perimentro, è alto fino a 45 metri e la sua superficie è di 22.000mq.

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Ecco la numero 4, l’Isola Tiberina. Quella che per molti è l’isola abitata più piccola al mondo (300m di lunghezza e 90m di larghezza) è ricoperta da molti misteri. Tutti o quasi, si aggirano intorno all’origine di quest’isola. Quello che sembra certo è che non si tratti di una formazione terrestre naturale. Si narra infatti che inizialmente sia stata concepita come una zona artificiale, dove un tempo vi si ergeva il deposito del grano del Re. Successivamente vennero realizzati il Ponte Cestio ed il Ponte Fabricio. Da qui in poi divenne a tutti gli effetti una parte di Roma.

Infine la numero 5, il Ponte Fabricio. Insieme a Ponte Milvio sono i ponti più antichi di Roma. Si intende che sono i ponti con costruzione originaria più antichi di Roma. Inizialmente costruito in legno e poi ristrutturato, è rimasto integro per più di 2000 anni. Assurdo se si pensa ai problemi che stiamo avendo con in “ponti moderni”. Questo antichissimo ponte lungo 62 metri, collega l’Isola Tiberina alla terra ferma nella sua parte occidentale. Una legenda dice che venga chiamato “Ponte quattro capi” perché successivamente alle discordie dei 4 architetti incaricati da Sisto V, questi vennero decapitati proprio sul ponte alla fine dei lavori.