Il Capodanno Africano, tradizioni primitive e cristiane a confronto

Se si pensa al capodanno l’Africa non è certo il primo paese che ci viene in mente, ma come tutti, nonostante l’intero continente in media viva sotto la soglia di povertà, anche qui si festeggia il capodanno.

Parliamo perlopiù dell’Africa centrale, anche perché il NordAfrica è da tempo sotto attacco dei terroristi dello stato islamico. Anche qui la situazione non è da festa ma il capodanno è un’occasione per mettere da parte la sofferenza e le difficoltà e sentirsi tutti uguali per una sera. Gli uomini lavorano nelle grandi città, mentre donne e bambini vivono nei villaggi, e quando il natale si avvicina si usa addobbare la casa con fogli di palma, cespugli di ginepro ed altre piante creando una sorta di albero di Natale. Anche a capodanno in genere si usa celebrare l’ultimo giorno dell’anno con una cena ricca di salumi e una bevanda locale, un’inebriante birra artigianale prodotta in casa. Come si brinda? B’è lo champagne è venduto solo nella capitale perciò si brinderà un pò come si vuole. Questo è come nella più assoluta umiltà è tradizione festeggiare il capodanno in molti paesi e villaggi dell’Africa Centrale, dimenticando per un paio di giorni le difficoltà che attanagliano costantemente le popolazioni indigene, costringendole a sopravvivere in uno stato di povertà indotta.

C’è una parte dell’Africa che osserva usanze cristiane, e che ovviamente festeggerà il capodanno 2017 proprio come noi:

Alcuni paesi africani festeggiano il capodanno proprio come noi occidentali, spinti anche dalla loro credenza cristiana, che per forza di cose ci rende molto simili nelle tradizioni e ricorrenze religiose. Si tratta di Tanzania e Kenya e qui si può andare in chiesa per la messa di Natale e festeggiare il 31 dicembre il capodanno a ritmo di musica e feste per tutto il paese, con la differenza di farlo con clima equatoriale, perciò sarà la normalità festeggiare in spiaggia e vedere gente che che fa windsurf alle prime ore del mattino. Stranamente il SudAfrica è conosciuto per i problemi creati dall’Apartheid, ma a capodanno sembra che ci dimentichi di tutto questo, o perlomeno il governo cerca di fare un gesto per allietare la vita delle persone più bisognose. Infatti la notte del 31 dicembre in SudAfrica è usanza per i più benestanti e per i rappresentanti del governo, organizzare delle feste di carità a proprie spese, infatti per le vie centrali delle città folle di indigeni e persone bisognose banchettano con le classi più ricche come fossero un unica popolazione. Esistono poi tradizioni e costumi delle popolazioni indigene africane che fanno di questo continente e l’Australia due dei principali bacini di popolazioni primitive, dove la storia dell’uomo conserva ancora le sue radici più antiche.

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